Il barone-Dio rovina l'Italia e l'UE boccia la nostra Sanità
L'Italia precipitata dietro Ungheria ed Estonia

Bruxelles - Dunque l'Europa ci boccia. L'Health Consumer Powerhouse, istituto indipendente di analisi e informazione di Bruxelles, dice che la Sanità italiana è rovinata dai baroni. Molti, troppi nostri medici si credono Dio. E dire che Micheal Moore ci aveva appena risollevato l'umore lodando il nostro Paese per il suo sistema di cura e assistenza. La doccia è fredda, ma non è una sorpresa. Neppure Mauro Salizzoni, noto chirurgo torinese, responsabile del centro trapianti di fegato dell'ospedale Molinette, si stupisce: "Uno su tre - dice Salizzoni - è un barone". Barone "cattivo", distinguendo da chi è etichettato come tale solo perché decisionista: "Se chiamiamo barone un decisionista - dice Salizzoni - non è un elemento negativo: formare le future generazioni comporta responsabilità e scelte non indifferenti". Ma qui parliamo di altri prof. Quelli che non offrono tutte le opportunità agli allievi per paura che nuove abilità degli sprecializzandi facciano concorrenza a conoscenze datate dei loro baroni-dei. L'Europa ci boccia, e ci retrocede dall'undicesimo al diciottesimo posto della classifica. Per fortuna qualcuno ci dà una speranza: "Le giovani generazioni sono meglio, hanno capito che l''aria è cambiata, che non si può portare avanti gente che non lo merita solo perché ha appoggi o è amico dell'amico".
Fonte: www.lastampa.it

SANITA': TURCO, SISTEMA EQUO E SIAMO SECONDI NEL MONDO

Inoltre il nostro paese ha il prontuario farmaceutico piu’ ricco d’Europa: oltre il 70% della spesa farmaceutica nazionale e’ a carico del Ssn, con 953 milioni di confezioni erogate gratuitamente nel 2006. Con la Finanziaria, l’Italia e’ inoltre il primo paese a fornire gratuitamente il vaccino contro il cancro all’utero per le bambine di 12 anni. Eppure, sul piano della spesa l’Italia e’ in media, se non leggermente sotto, rispetto all’Europa: l’8,9% di spesa sanitaria rispetto al Pil (sotto l’11,1 della Francia e il 10,7 della Germania, ma sopra la Gran Bretagna e la Spagna), di cui il 76,6% del totale per la spesa sanitaria pubblica (contro l’87% della Gran Bretagna, ma sopra Spagna e Canada). La spesa sanitaria pro capite ci vede agli ultimi posti, con 2.532 dollari annui, contro i 3.374 in Francia e i 3.287 in Germania, superiori solo alla Spagna con 2.255 dollari. Singolare il contrasto tra il numero di medici per abitanti (3,8 su 1.000, primi in Europa) e quello di infermieri (7 su 1.000, ultimi). Italia in media per numero di posti letto per acuti (3,3 su 1.000 abitanti, surclassati nettamente solo dalla Germania con 6,4) e per trapianti (3.259 contro i 3.913 della Germania e i 2.330 della Gran Bretagna). Numeri incoraggianti sul fronte della lotta al cancro: 134 morti su 100.000 abitanti, esattamente come gli Stati Uniti, meno di Gran Bretagna (143), Francia (142) e Germania (141). Sopra la media europea anche il dato della sopravvivenza dei tumori femminili a 5 anni dalla diagnosi (59% contro il 55% europeo) e di quelli maschili (47 contro 45). Questo anche perche’ l’Italia e’ un paese dal tenore di vita sostanzialmente sano: abbiamo il 9% di obesi (contro il 23 britannico, il 13,1 spagnolo e il 12,9 tedesco) e il consumo di alcol e’ di 8,1 litri pro capite, un’inezia rispetto a Francia (13,4 litri), Gran Bretagna (11,7) e la Spagna (11,2). Mentre i fumatori regolari sono il 24,2, sotto Spagna (28,1) e Gran Bretagna (26). In ogni caso, il 60,9% degli italiani puo’ raggiungere un ospedale in meno di 20 minuti, ben oltre il 50% della media europea. Sulla soglia dei 30 anni di eta’, il Ssn e’ inoltre uno dei piu’ importanti comparti di attivita’ del settore pubblico, con quasi 1,4 milioni di occupati nelle oltre 250.000 unita’ locali che compongono la filiera della salute. Con un valore aggiunto diretto e indotto che supera i 149 miliardi di euro, cioe’ l’11,1% del Pil dell’intera economia nazionale. A mitigare gli entusiasmi, una recente indagine dei consumatori europei che vede slittare di molti posti l’Italia nella classifica dei sistemi sanitari: “Quella classifica - ha tuttavia puntualizzato Livia Turco - non smentisce i nostri dati, e continuiamo a mantenere il secondo posto mondiale per la qualita’ del nostro sistema”. (AGI).