DONAZIONE DEGLI ORGANI E MORTE CEREBRALE

considerazioni della Chiesa Cattolica espresse da Giovanni Paolo II 

 29 Agosto 2000 nel 18° Congresso Internazionale della Società Dei Trapianti

con link al documento allegato


Sono un cittadino della Sardegna che deve la sua rinascita ad un trapianto di cuore avvenuto 12 anni fa, grazie al dono di un giovane di Lanusei e grazie all'arte medica del compianto cardiochirurgo Alessandro Ricchi e della sua equipe scomparsi tragicamente nell'adempimento del proprio dovere schiantandosi con l'aereo che trasportava un cuore da trapiantare a Cagliari.

Sono cresciuto alla scuola di Vittorio Bachelet e di Aldo Moro, che ho avuto la fortuna di incontrare personalmente, condividendo da sempre il Suo progetto politico, nella militanza della Democrazia Cristiana di quel periodo: ho sempre impresso, nella mente e nel cuore, il suo monito a noi giovani, degli anni sessanta e settanta, << questo paese non si salverà, la stagione dei diritti si rivelerà effimera se non spunterà un nuovo senso del dovere!>>

Anche in questa occasione non posso sottrarmi al dovere di manifestare la mia condanna per il grave incommensurabile danno subito - alla cultura della vita con la donazione degli organi - con l'articolo dell'Osservatore Romano ripreso ed amplificato dalla stampa e dalla TV italiana e con sicure ripercussioni anche in campo iternazionale.Da cattolico credente e militante inoltre non posso sottacere le considerazioni della Chiesa Cattolica espresse da Giovanni Paolo II in modo puntuale ed esaustivo il 29 Agosto 2000 nel 18° Congresso Internazionale della Società Dei Trapianti. Tali considerazioni svolte anche nel contesto del congresso sui trapianti rappresentano con attualità la continuità e la dottrina della Chiesa cattolica su tale delicata materia, suffragati come sono anche da precisi amonimenti di carattere antropologico, morale e scietifico. La dichiarazione dell'autorevole Pontificio consiglio per la pastorale della salute -"Restiamo fedeli all'intuizione di Pio XII di quarant'anni fa" - senza citare minimamente i riferimenti recenti di dottrina e di morale di Giovanni Paolo II, preoccupa molto i fedeli laici e i cittadini italiani e crea confusione ed ansia nei malati, negli operatori della sanità e nelle associazioni di volontariato che con tanto impegno e sacrificio contribuiscono alla rinascita a vita nuova di coloro che attendono un trapianto d'organo.Allegando alla presente il documento citato mi pregio sottolineare alcuni tratti significativi dell'articolato ed esaustivo discorso del Pontefice.

I trapianti sono una grande conquista della scienza a servizio dell'uomo e non sono pochi coloro che ai nostri giorni sopravvivono grazie al trapianto di un organo.

Di fronte agli odierni parametri di accertamento della morte, - sia che ci si riferisca ai segni "encefalici", sia che si faccia ricorso ai più tradizionali segni cardio-respiratori -, la Chiesa non fa opzioni scientifiche

In questa prospettiva, si può affermare che il recente criterio di accertamento della morte sopra menzionato, cioè la cessazione totale ed irreversibile di ogni attività encefalica, se applicato scrupolosamente, non appare in contrasto con gli elementi essenziali di una corretta concezione antropologica.

Concludo nella speranza che vengano prese le dovute ed opportune iniziative di informazione dell'opinione pubblica perchè quantomeno si riduca l'influsso negativo sulla donazione degli organi che tali immotivate e deleterie notizie hanno creato. Il danno che si crea è l'aumento della morte di tanti pazienti in lista d'attesa che non potranno ricevere gli organi per rinascere. Lascio alle conclusioni quelle del discorso di Giovanni Paolo II.

" Confido che non manchi, da parte di quanti hanno responsabilità sociali, politiche ed educative, un rinnovato impegno nel promuovere un'autentica cultura del dono e della solidarietà. Occorre seminare nei cuori di tutti, ed in particolare dei giovani, motivazioni vere e profonde che spingano a vivere nella carità fraterna, carità che si esprime anche attraverso la scelta di donare i propri organi."

Giampiero Maccioni 

Presidente Associazione Sarda Trapianti
Consigliere Nazionale Federazione LIVER POOL
Cell.347.6106054
 

Associazione “Vita Nuova-onlus”  ASSOCIAZIONE SARDA TRAPIANTI

"Alessandro Ricchi"

Via Buocammino,4 - 09016- IGLESIAS - C.F. 90014560925

 Tel. Fax  0781.30067  – Cell.3476106054

 

 
Il Vaticano smentisce l'Osservatore
"Posizione su trapianti non cambia"

Nessun ripensamento. "Restiamo fedeli all'intuizione di Pio XII di quarant'anni fa"

 
CITTA' DEL VATICANO - "La posizione della Chiesa sui trapianti d'organi non cambia, rimane la stessa di quarant anni fa secondo l'intuizione che fu di Pio XII". Lo dichiara il Pontificio consiglio per la pastorale della salute, dopo l'articolo di ieri dell'Osservatore Romano che metteva in dubbio la validità della "morte celebrale" e di conseguenza dubitando del trapianto degli organi.

Il Pontificio consiglio prosegue: "Non è cambiato niente nella dottrina su questo punto. Donare gli organi è una cosa buonissima e la Chiesa lo ha sempre sostenuto. Certo la questione è delicata perchè come si sa gli organi devono avere ancora dei segni di vita per essere espiantati".

Sull'editoriale pubblicato dall'Osservatore Romano, firmato da Lucetta Scaraffia, la posizione della Santa Sede rimane la stessa emersa nella giornata di ieri: "E' un'opinione personale della signora Scaraffa. Anche se è utile che un certo dibattito prosegua su questi temi, la scienza va avanti, ci sono dei progressi, si discute".